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Monti vara il Decreto “salva-Italia”

Domenica 4 dicembre 2011, ore 20.20. Comincia la conferenza stampa del Premier Mario Monti per illustrare i punti della nuova manovra correttiva sui conti pubblici. Le parole pronunciate sono magiche: si parla di equità, crescita, lotta ai privilegi e nepotismi, merito e concorrenza. Vediamo se e come sono state tradotte in fatti concreti.

Si tratta di una manovra da 30 miliardi di euro lordi, di cui 12-13 vengono da tagli alla spesa e il resto dall’aumento delle entrate.
Tagli alla spesa. Blocco del recupero dell’inflazione per le pensioni di importo superiore al minimo (467 euro) per il 2012 e il 2013. Per le pensioni tra i 467 e i 935 euro ci sarà una rivalutazione del 50% rispetto all’inflazione. Metodo contributivo per tutti e aumento dell’età pensionabile.
 Diminuiscono i trasferimenti agli Enti locali (Regioni, Province e Comuni), in particolare nelle Province saranno eliminate le giunte e sarà ridotto il numero dei consiglieri. Gli istituti di previdenza Enpals e Inpdap verranno accorpati all’Inps. Saranno ridotti i componenti delle varie Authority, dalla Consob al Garante per la concorrenza. E’ prevista la soppressione dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, dell’agenzia per il terzo settore, dell’agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, dell’ente nazionale per il microcredito e dell’autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. Il Premier rinuncia al proprio compenso di Ministro e Premier.

Nuove entrate. Non sono state ritoccate le aliquote IRPEF, ma saranno aumentate le addizionali regionali e comunali. Previsto un bollo sui titoli mobiliari equivalente a quello dei conti correnti e soprattutto un “bollo” una tantum dell’1,5% sui capitali rientrati tramite lo scudo fiscale. Sarà reintrodotta l’ICI sulla prima casa (0,04%) con rivalutazione delle rendite catastali e aumentata quella sugli altri immobili. Nuova tassa sul lusso: riguarderà barche sopra i 10 metri, gli elicotteri e le auto di grossa cilindrata. Aumento di 2 punti dell’Iva ma solo dal secondo semestre 2012. Da approfondire l’annuncio dell’allargamento della base imponibile delle PMI. 

Sviluppo. Una parte delle risorse sarà investita in provvedimenti per lo Sviluppo. L’Irap sarà deducibile dall’Ire per la parte relativa all’imponibile determinato dal costo della manodopera. Prevista la detassazione sugli aumenti di capitale. Istituito un Fondo di Garanzia per il credito alle piccole aziende.  

CONCLUSIONI:  La manovra non è lacrime e sangue come ci si aspettava. Le aliquote Irpef non sono state toccate. La reintroduzione dell’ICI era scontata e di fatto non andava tolta sin dal principio. Non è stata fatta una vera patrimoniale ma sono state introdotte misure di prelievo su alcuni beni di lusso e sui beni scudati (comunque troppo poco). Si doveva fare di più sulla lotta all’evasione ma su questo tema i risultati non potranno essere immediati. Il taglio delle spese inutili è minimo ma è già un inizio. L’unico aspetto veramente criticabile è l’aumento dell’età pensionabile: andavano salvaguardati i lavori usuranti.

Sbaglia chi dice che per una manovra del genere non serviva un Governo tecnico. Chi altro avrebbe potuto farla? I Governi politici degli ultimi anni non hanno fatto nulla di tutto ciò e mai l’avrebbero fatto.

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